UNA FRASE AL GIORNO

IL BLOG DELLA DOTT.SSA SR.SARA NICOLINI

“Là dove il dolore si nasconde, cresce la madreperla della vita.

Solo la madreperla stillata dalla carne ferita genera cerchio dopo cerchio un tessuto unico per

forma, colore, lucentezza.

La bellezza della vita è

imperfezione!”

(D’Avenia)

domenica 15 gennaio 2017

IL TEMPO .... INSIEME DI CONTRARI


“Ho paura, non so di che; non di quello che mi viene incontro, o, perché in quello spero e confido. Del tempo ho paura, del tempo che fugge così in fretta. Fugge? No, non fugge, e nemmeno vola: scivola, dilegua, scompare, come la rena che dal pugno chiuso filtra giù attraverso le dita, e non lascia sul palmo che un senso spiacevole di vuoto. Ma, come della rena restano, nelle rughe della pelle, dei granellini sparsi, così anche del tempo che passa resta a noi la traccia”.

  (Antonia Pozzi, morta a 26 anni di morte volontaria)


Il tempo, quel qualcosa che passa e si conosce la sua esistenza proprio perché lo si vede trascorrere nell’usura delle cose e nel ciclo della vita.
Quel tempo a volte amico, altre nemico per la storia dell’uomo.
Il tempo con il suo significato biblico ed esistenziale.
Potrei utilizzare come sinonimo di tempo… la pazienza, l’attesa di qualcosa che deve avvenire, bella o brutta che sia; attesa di speranza, attesa di paura.
Il compimento come realizzazione piena di un tempo non nostro. Il compimento della vita, quello del mondo e dell’eternità.
Anche in terapia il Tempo ha un valore enorme; è fondamentale per la guarigione della persona, ma è anche un elemento che si ripercuote in chi vive attorno al paziente. I tempi della guarigione, i tempi del cambiamento; i tempi di un’accoglienza di un mutamento interiore della persona.
Le parole di Antonia Pozzi, tratte da un libro molto bello di Eugenio Borgna, un luminare della psichiatria, “L’indicibile tenerezza, in cammino con Simone Weil”; ci aiutano a comprendere quanto lo scorrere del tempo possa essere insopportabile per chi soffre psicologicamente, fisicamente o interiormente.
Quante volte l’argomento tempo diventa tema fondamentale, base su cui lavorare in seduta per aiutare la persona a viverlo non come nemico, ma come compagno del viaggio della vita; elemento fondamentale di crescita e non di accompagnamento al termine della vita. Luogo delle relazioni vere; luogo in cui affrontare la vita e la propria interiorità; luogo in cui il dolore può diventare purificazione di crescita e non fine a se stesso e quindi insopportabile.
Ma quando si è dentro una situazione di fatica, di sofferenza, di qualsiasi genere, non è facile pensare così; anzi, il tempo diventa il peggior nemico e lo si vorrebbe fermare, a tutti i costi, a volte con tutti i mezzi, per poter porre fine ad una vita così “senza senso”.
Ho incontrato una donna, depressa; ne ho incontrato un’altra colpita dal dolore per la perdita di una persona casa e potrei andare avanti…. La terapia più difficile è far sì che possano accogliere il fluire del tempo e accompagnarle nell’oscurità di una galleria, dove solo un barlume di speranza possa fare loro intravedere un’uscita. Quell’uscita si chiama ritorno alla vita; a scoprire che c’è ancora una possibilità per ritrovare fiducia in essa. Solo una relazione vera, di non giudizio e di accoglienza, può aiutare ad accogliere il tempo della sofferenza…. Senza rifugiarsi nel sonno che sembra farci fuggire dalla realtà, ma che appena svegli, ci catapulta in essa con ancora maggior fatica.
Il tempo… amico, nemico dell’uomo; il tempo … affermatore di gioia o di sofferenza; il tempo presente o futuro; speranza o notte; vita o morte… dono di Colui che tempo non ha e in cui tutto trova il suo compimento.