UNA FRASE AL GIORNO

IL BLOG DELLA DOTT.SSA SR.SARA NICOLINI

“Là dove il dolore si nasconde, cresce la madreperla della vita.

Solo la madreperla stillata dalla carne ferita genera cerchio dopo cerchio un tessuto unico per

forma, colore, lucentezza.

La bellezza della vita è

imperfezione!”

(D’Avenia)

domenica 31 luglio 2016

BUON RIPOSO ...

Con questo video, desidero augurarvi buone vacanze.... cioè buon riposo nello spirito e nel corpo... 

 

Che sia davvero un riposo vero, cioè che cerca le relazioni veere, le cose vere e le cose vere sono la realtà che viviamo, fatta di natura, di relazioni, di cura di sè, di quel sè profondo che ha anch'esso bisogno di essere preso in mano.
E' questo il mio augurio, il mio desiderio per me e per voi per ripartire con nuova motivazione a settembre; lì, dove il la Verità ci chiamerà ad esserci, con tutte le nostre doti e con tutta la nostra umanità.
Diamo davvero tempo alle relazioni vere e ai gesti veri.... 
Nulla ha valore.... quanto un po' di tempo con le persone che si amano.... buone vacanze.

domenica 10 luglio 2016

LA SOFFERENZA DI CHI E' CONSAPEVOLE



"Vede che in questo momento il mio equilibrio è sano, però prima che io possa accedere ad una certa chiarezza occorre che lasci libero sfogo alle lacrime che comprendono tanti e tanti dispiaceri. Ad esempio proprio ieri ho visto un uccellino che giocava nella sabbia, era così tenero, così patetico, che vi ho visto raffigurata la mia creatura. Le parrà assurdo ma lei non può sapere da uomo cosa significa sentirsi palpitare dentro un altro cuore, sentirselo proprio per dei mesi, donarsi ed essere continuamente gratificata da questo amore nuovo che sorge. Come vorrei farglielo intendere e come vorrei pure che ella capisse che tutta la mia confusione altro non è che un grande contenuto dolore, tanto grande, quanto grande può essere la misura di un sacrificio umano".

                                                                                                                (Alda Merini)


 Dopo alcuni anni in cui incontro persone che vivono il disagio psichico, credo di poter un po’ comprendere ciò che abita il loro cuore.
Debbo fare una distinzione tra malato mentale consapevole della sua malattia, dove realtà e immaginazione si alternano e un malato dove invece il concetto di realtà non c’è e vive in un mondo parallelo, dove la verità e la realtà sono ciò che lui sente e vive.
Il malato consapevole, è colui che soffre e che vive tutta la sa vita con sofferenza.
Pensiamoci, basta un lieve mal di testa, basta una leggera ansia che magari ci accompagna con i suoi sintomi e già andiamo in pallone, già la nostra vita diventa più difficile da gestire. Tutto diventa più gravoso e si cerca ogni escamotache per potercene liberare, per stare meglio.
Ecco che il malato mentale ha su di sé tutto questo peso centuplicato. La sua vita diventa limitata, i suoi progetti vanno in fumo, tutto si riduce a vivere al meglio il quotidiano con il peso del limite.
Lotta, con la speranza che prima o poi qualche farmaco e una buona psicoterapia eliminino ciò che lo rende come all’interno di una bolla ovattata ma trasparente, da dove vede la realtà, la vita che scorre, ma non riesce e non può, se non attraverso un miracolo, bucare quella bolla e cominciare a sentire ogni cosa vera, ogni profumo autentico, ogni emozione equilibrata, ogni gusto piacevole o disgustoso.
E quella sofferenza che lo accompagna dal primo sintomo non è facile da accogliere e accettare così com’è, non è facile lasciarsi accompagnare dalla sensazione e forse consapevolezza che non sarò mai uguale agli altri, che non potrò mai vivere certe cose, che sarò sempre condizionato da qualcosa che non mi sono scelto, ma che è nato in me non so per quale arcano mistero. C’è e mi pesa sulle spalle di una vita che è sempre in salita.
E lo sguardo dell’altro che non sa e non potrà mai sapere fino in fondo, se non lo prova, cosa vuol dire vivere in quella bolla e vedere tutto. E non comprende il sogno più grande… qualcuno che con un semplice spillo d’amore la faccia scoppiare e solo per un attimo, prima che si riformi, faccia sentire quella persona viva e reale perché amata.